Si fa un gran parlare di ambientazioni in stile minimal, tanto che non sono in tantissimi a conoscere la controparte di questa ispirazione d’arredo, cioè lo stile massimalista.

Ma di cosa si tratta, esattamente?

Osare, ma con stile

Non tutti amano mantenere in casa uno stile ordinato e preciso, anzi: ci sono moltissime persone – e non sempre solo tra i giovani, come si potrebbe facilmente pensare – che hanno un temperamento più eccentrico e prediligono stanze più “piene”, caotiche, personalizzate, senza mai eccedere e senza mai scadere nel volgare o nel cattivo gusto.

Sono proprio loro, i massimalisti. Quelli che amano tenere esposti tutti i ricordi relativi ai viaggi fatti in giro per il mondo, che si sbizzarriscono a disegnare sulle pareti, sui mobili, a trovare nuove postazioni per soprammobili e gingilli di ogni tipo. Il loro intento è condividere in ogni momento dettagli della vita quotidiana e personale: il risultato è sempre una casa che parla fortemente dei suoi inquilini e che diventa, in questo caso più che mai, un tutt’uno con loro.

La parola chiave, insomma, è “osare“, ma con stile. Come fare, quindi, a seguire questa corrente di design?

Dimenticate l’ordine quasi compulsivo tramandato dal Nord Europa e rifatevi ad un look domestico più barocco. Tutto diventa più facile, ad esempio, immaginando la casa di un artista o di un amante dell’etnico perché – e questo è fondamentale – l’aggettivo “barocco”, in questo caso, non include per forza un concept elegante e ricercato, ma solo “pieno”, denso di dettagli e di tonalità forti.

Le pareti possono virare dal classico bianco a intenzioni di colore – anche vivaci – e si possono decorare attraverso varie tecniche, dai semplici parati ai murales. Tutto ciò che parla di voi deve essere esibito, cacciato fuori dagli scatoloni della cantina e messo in bella mostra attraverso vetrine, mensole ma anche ispirazioni fai-da-te e riciclo.

Assolutamente sì anche a lampadari particolari, all’addio alle ambientazioni monocromatiche e alla sperimentazione, significasse persino accostare colori in contrasto. Ancora sì a stampe giganti in tema botanico o animalier, a soffitti decorati e protagonisti, all’abbinamento di tessuti completamente diversi (pizzo e velluto? Perché no!), a geometrie che si intersecano a elementi pop art. Anche gli oggetti e gli elementi d’arredo possono far “viaggiare” con la mente rivisitando epoche diverse (come può accadere con applique antichi sistemati accanto a poltrone moderne e super tecnologiche) e i punti luce vanno studiati in modo che l’effetto finale sia armonioso, una sorta di caos ordinato, e non un’accozzaglia kitsch di cianfrusaglie raccolte qui e là.

Le piante (rigorosamente vere) e le decorazioni floreali, infine, possono dare quel tocco in più che completi qualche angolo spoglio e ricrei un ponte tra elementi che appartengono a mondi molto diversi tra loro.