Gent.mi lettori, cari Clienti,

parliamo un po’ di arredamento. Le tendenze, gli obiettivi, le soluzioni. Tralasciando la storia, rischieremmo di sembrare desueti, arcaici e dispersivi, inizierei col sottolineare quali sono le tendenze attuali nell’arredare la casa.

Tendenze dettate certamente dalle mutate esigenze dei giovani di oggi che si accingono ad iniziare una vita matrimoniale o da single fuori dalla famiglia.

Innanzitutto possiamo registrare negli ultimi anni dei mutamenti nell’architettura edilizia e per vari motivi assistiamo al diffondersi di abitazioni di minore quadratura e di semplice ambientazione, sia nelle costruzioni nuove che in quelle ristrutturate. I giovani oggi conducono una vita più frenetica, contribuiscono entrambi nella coppia all’economia di casa, si dividono i compiti e spesso devono conciliare la vita lavorativa flessibile a quella privata più comoda.

 

L’orientamento, per cui, volge verso soluzioni in stile “moderno”, più pratico e funzionale, tecnicamente versatile e non ultimo più accessibile. Abbandonate, quindi, nella maggior parte dei casi, quelle soluzioni in stile “classico” che fungevano prevalentemente da immagine di rappresentanza. Svanisce cosi il sogno della casa ricca e bella, costosa da gestire per far posto ad ambientazioni compatte e funzionali.

Facile trovare gli “open space” dove cucina e soggiorno diventano ambiente unico, dove il tavolo è unico ed allungabile e il divano comodo e componibile. Un accenno va riservato ai materiali, oggi molto più affidabili e facili da manutenere. Nonostante l’ultimo decennio vede un decadimento delle condizioni socio-economiche generali, l’industria del mobile italiana mostra, invece, una grande capacità e versatilità nell’offrire finiture di tutti i tipi e una componentistica globale (global design) in grado di essere applicata in tutti gli ambienti.

Cambia pian piano il concetto di “mobile = legno” ma piuttosto diventa “mobile = elemento arredativo”. In questa ottica prende particolare importanza la figura dell’architetto-arredatore. L’arredatore diventa così il consulente diretto dell’utente finale, una sorta di “personal coach” che lo aiuta a trovare la soluzione migliore sotto tutti i punti di vista.

Rispetto a qualche anno fa le case di oggi evidenziano arredamenti molto originali, sempre diversi tra loro e ricchi di espressività e fantasia, espressione, appunto, della personalità di chi li vive. Entrando più nello specifico, assistiamo nel corso degli anni all’esaltazione del “soggiorno” come centro della casa, alla sparizione della “sala da pranzo” e al ridimensionamento della cucina. Nell’ambiente unico oggi troviamo l’angolo cottura con la comparsa di penisole che fanno sia da piano di appoggio che da separazione ambientale, il divano ad angolo, più comodo e più “democratico” invita a vivere la casa in modo meno formale.

La cucina e la parete attrezzata contengono elementi arredativi simili, essendo un unico ambiente, i colori e le dimensioni degli elementi si equivalgono. Spariscono anche alcuni elementi “storici”, quali la colonna vetrina diventando tutto più fluido e snello, minimalista.

Le pareti attrezzate si trasformano in opere di architettura sospese a muro e rivestono importanza rilevante nell’impronta identificativa dell’ambiente in cui risiedono. Nelle camere da letto sempre più spesso troviamo armadi ad ante scorrevoli e letti con contenitore sia per recuperare spazi utili sia per ottenere superfici decorative varie e personalizzabili. La zona notte diventa così, come per il soggiorno, un ambiente dove ogni elemento è diversificato, trittico (comò e comodini), armadio, letto, possono essere di materiali e colori diversi da abbinare tra loro e con gli accessori e i complementi (vedi pitturazioni pareti, tendaggi, lampade e tappeti).

L’obiettivo principale dunque oltre che ottenere funzionalità e capacità di contenimento è rendere l’arredamento più “proprio”, ricostruendo l’atmosfera ideale per il gusto e la personalità dell’utente finale.

Il compito dell’arredatore non è certo semplice e immediato e richiede dedizione, competenza e professionalità.

 

Generalmente i risultati migliori si ottengono quando tutti i soggetti coinvolti entrano in perfetta sintonia tra di loro (empatia). Una buona soluzione arredativa passa attraverso le competenze anche in altri settori dell’arredamento quali l’edilizia, la sanitaria, la carpenteria, la tappezzeria, l’illuminotecnica, il complemento d’arredo e non ultimi l’impiantistica e le normative. E’ richiesta oggi una collaborazione tra cliente ed arredatore “pro-attiva” che riesca cioè a far convogliare tutti nella stessa direzione, fornendo tutte le informazioni necessarie ai vari professionisti all’opera, per ottenere il risultato migliore, come desiderato.

Si parla di “progettazione” e non di scelta di mobili.

 

Un aiuto importante nella creazione della giusta alchimia tra tutti gli attori è dato senz’altro dal web, la miriade di informazioni, esempi e proposte possono aiutare nella scelta della soluzione definitiva.

 

Buon arredamento a tutti. G.G.