L’avvento degli smartphone ha rivoluzionato completamente la nostra vita poiché quelli che un tempo erano “solo” telefoni cellulari, oggi sono diventati dei dispositivi in grado di connetterci a una moltitudine di attività e di oggetti grazie a connessioni bluetooth, wi-fi e app.

È stato proprio grazie a questa evoluzione che si è iniziato a parlare seriamente di e-banking, e-health, e-commerce, poiché si è potuto cominciare a gestire tutto, persino la lavatrice di casa, con quel piccolo concentrato di tecnologia che portiamo costantemente in tasca. La nostra vita, insomma, è sempre più smart.

Lo sanno bene i disabili, ad esempio, che hanno cominciato a giovare di questo tipo di tecnologia in grado di leggere testi per ipovedenti, di fornire informazioni sull’accessibilità di strutture pubbliche, di convertire foto in descrizioni audio e raccontare il cinema attraverso una sottotitolazione precisa e automatica. Insomma, davvero una serie di cose che ha potuto migliorare la qualità della vita per chi vive determinate condizioni di handicap.

Anche le massaie hanno visto le loro mansioni diminuire e diventare meno faticose: frigoriferi che “parlano” e che, in futuro, comunicheranno con i residenti in casa, etichette che si coloreranno con l’avvicinarsi della data di scadenza dei cibi, elettrodomestici pilotabili a distanza anche fuori casa.

In questo ambito, che ogni anno fa nuove, esaltanti promesse, anche l’arredo ed il design si sono inseriti per partecipare a questa “comunione comunicativa”: i mobili stanno diventando “intelligenti”.

I progetti

Chi avrebbe mai pensato che un divano avrebbe potuto modificarsi ed assestarsi in base ai desideri e alle esigenze di chi deve utilizzarlo?

Un progetto pensato da un italiano e legato al popolare Mit di Boston ha dato vita al Lift-Bit, presentato alla Triennale di Milano 2016, un divano composto da sgabelli ottagonali imbottiti dotati di sensori, in modo che si alzino e abbassino a discrezione dell’utente tramite un’app o, addirittura, gestualità della mano.

Ma di invenzioni come questa se ne sta cominciando a parlare già da qualche tempo, anche nel nostro Paese: la Hi-Interiors, startup nata nel 2008, ha investito moltissimo in questo settore, lavorando a due progetti di letti hi-tech. HiCan e HiBed sono due giacigli dal notevole costo di 35 e 10mila euro che promettono una rivoluzione della camera da letto, della comodità e dell’usabilità, puntando al benessere, al miglioramento della qualità della vita e alla digital health.

Philips ed Ikea hanno dato vita a sistemi di luci controllabili a distanza tramite app, ma sono stati già presentati anche pannelli luminosi ed ante per armadi con lo stesso tipo di concept. Esistono anche lodevoli iniziative che promettono risparmi in bolletta, come quella adottata nella Microsoft House di Milano Artemide, dove gli impianti di illuminazione sono chiamati ad analizzare la quantità di luce naturale presente per gestire al meglio la luce da fornire all’ambiente.

Originale anche l’impegno di ABenergie, che ha commissionato la messa in opera di contatori di energia che cambiano di colore a seconda dei consumi domestici.

Utile e sicuramente da menzionare anche il “Buro Desk” londinese, una scrivania “parlante” che memorizza i dati degli utilizzatori e comunica il suo stato di prenotazione: una tecnologia che sarebbe perfetta, ad esempio, in spazi di coworking, uffici, università…

Insomma, basta dare un’occhiata in rete per rendersi conto che il futuro è già qui!