La parola “decluttering” è legata al verbo “declutter” che, dall’inglese, si traduce come “mettere in ordine” e “fare spazio“.

Fare decluttering significa, infatti, ottimizzare gli ambienti di casa, eliminando il superfluo o l’inutile, reindirizzandolo, ove possibile, diversamente, e ritrovando il modo, così, di fare spazio al nuovo.

Più di una questione pratica

Si potrebbe pensare che si tratti, semplicemente, di una specie di operazione simile alle “pulizie di primavera”, in cui tra cambi di stagione e riorganizzazione del guardaroba, si trova anche il modo di mettere da parte qualcosa. In realtà, è molto più di questo.

Tu non sei il tuo lavoro. Non sei la quantità di soldi che hai in banca; non sei la macchina che guidi né il contenuto del tuo portafogli. Non sei i tuoi vestiti di marca” è la frase portante del film “Fight Club” di David Fincher, tratto dall’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk; si addice perfettamente a questa questione. Perché a volte si può commettere l’errore di definirsi attraverso le cose o, peggio, di non riuscire a liberarsi di determinati oggetti perché collegati a dei ricordi particolari; così, con il passare degli anni, questo materiale continua ad accumularsi, diventando tessuto ingombrante non solo in casa, ma anche nella mente. Un mobile, un vestito, un gioiello, persino uno smartphone rotto, a volte, diventano cimeli inutilizzabili, eppure continuano ad occupare spazi vitali che, in molti casi, andrebbero completamente stravolti e rivisti, se non altro per far “respirare” l’ambiente, invece di soffocarlo.

Fare decluttering significa, proprio, cominciare a considerare gli oggetti per quello che sono, deprivandoli di una qualunque accezione sentimentale e trovando il coraggio di disfarsene; a volte si tratta di materiale che potrebbe ancora essere utile, motivo per il quale questa pratica può rivelarsi un’ottima opportunità per donare a persone bisognose o, ancora, rivendere a privati o mercatini, accumulando piccoli guadagni. Un modo per trovare un ulteriore scopo alla faccenda.

Un viaggio nei ricordi

Se gli psicologi parlano di decluttering dentro e fuori di sé c’è un motivo: armarsi di bustone della spazzatura e scatoloni per selezionare cosa regalare, gettare o vendere significa rientrare in contatto, per l’ultima volta, con questi oggetti e rivivere, magari, i momenti a cui li associamo per poi salutarli per sempre; ecco perché c’è chi, in alcuni casi, preferisce fare delle fotografie per non perderli completamente di vista.

Insomma, trovare il “coraggio” di dare una destinazione alternativa ad oggetti magari conservati, inutilmente, per anni, può davvero significare “andare avanti“, metabolizzare, crescere e lasciare spazi nuovi da godersi o da organizzare diversamente, in casa come dentro se stessi, riscoprendo la possibilità di dedicarsi, finalmente, a qualcosa di nuovo.