Viviamo in un’epoca in cui l’attenzione verso l’ambiente è in continuo crescendo, tanto da cambiare completamente le nostre stesse abitudini: il consumismo sta lasciando sempre più spazio all’economica circolare, al riciclo e a tutte quelle forme d’arte personalizzate che possono aiutare a donare una seconda vita anche ad oggetti che sembrerebbero inutili o arrivati al capolinea.

In questo contesto, la tendenza Shabby Chic si inserisce perfettamente: l’atmosfera che crea è rustica e luminosa, ma allo stesso tempo molto diversa da qualunque altro stile. È più easy e vintage dell’Industrial Chic, più messy del Minimal e assolutamente più sfolgorante del Country. Soprattutto, sa approfittare anche del découpage e dell’arte del riciclo, risultando parecchio divertente ed economica.

Uno stile provenzale che diventa… english!

Il legno naturale decapé (invecchiato), i colori pastello, l’atmosfera retrò: lo stile Shabby richiama molto alla mente quello provenzale, ma ha tutt’altre origini.

È nato, infatti, tra le case di campagna inglesi, le decorazioni pittoriche svedesi del XVIII secolo e i castelli francesi, inizialmente facendo breccia nel cuore di chi poteva permettersi mobili costosi ed un artigianato di qualità. Non c’è stanza che non possa essere organizzata secondo le sue linee guida e, oggi, quella devozione al luxury si è trasformata in qualcosa di totalmente opposto, con il riutilizzo di vecchi arredi riadattati ad hoc con tecniche, decorazioni e pitture anche fai-da-te. Anzi, è proprio questo il tratto distintivo: la possibilità di poter personalizzare completamente a proprio gusto ogni singolo angolo della casa, tra specchi, cassapanche, credenze, lampadari…

Elementi cardine

Come abbiamo visto, i materiali naturali e invecchiati rappresentano il fulcro di questo tipo di arredamento: in particolare, il legno può essere utilizzato anche per rivestire le pareti, creando un’atmosfera molto calda ed accogliente; la maggior parte degli estimatori dello Shabby si lancia in un blando rivestimento con pittura bianco sporco, anche volutamente “imperfetta”, ma risultano in tema anche altri tipi di colorazioni, a patto che siano tenui e pastello.

Assolutamente sì, poi, a complementi vintage, elementi antichi, magari riciclati dalla cantina dei nonni, ma anche fiori profumati e colorati che diano un tocco di vita all’ambiente; in cucina fa la sua figura anche una bella ciotola in corda o vimini piena di frutta di stagione.

Avete sedie spaiate, con la pittura scrostata o i piedini leggermente consumati?
Lo Shabby perdona anche questo, anzi, ne fa un punto di forza, combinando insieme scaletti, sgabelli e travi di legno e utilizzando vecchi bauli come tavolini o mobiletti su cui adagiare la Tv o l’impianto stereo.

Gli errori da non commettere

Se c’è un elemento decorativo che lo Shabby quasi comanda – oltre agli specchi di varie sagome – sono le fotografie incorniciate: esposte su qualche mensoletta o angolo dedicato, aiutano a dare identità alla casa.

Con tutti questi elementi, però, il rischio in cui si può seriamente incorrere è di ritrovarsi nel caos: troppi oggetti, un’atmosfera confusionaria, con il risultato di un rifugio tutt’altro che accogliente. Ovviamente ogni dimora è a immagine e somiglianza di chi la abita – e, per inciso, non è nemmeno detto che uno stile Shabby debba per forza essere minimal -, ma il consiglio è di guardare sempre ogni ambiente con un occhio esterno per capire se offra un impatto disordinato che non può certo andare a braccetto con un’intenzione di comfort.